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Sottoscritto stamani, alla presenza del Prefetto di Pistoia Licia Donatella Messina, il “Protocollo d’intesa per lotta ai fenomeni di disagio giovanile, bullismo, cyberbullismo e ogni forma di estremismo violento” tra la Prefettura di Pistoia e i rappresentanti della Provincia di Pistoia, del Comune di Pistoia, delle Forze dell’Ordine, dell’Ufficio Scolastico Provinciale, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, delle Società della Salute di Pistoia e della Valdinievole, della Consulta Provinciale degli Studenti di Pistoia e del CTS (Centro Territoriale di Supporto).

Il Protocollo è frutto di specifici approfondimenti iniziati un anno fa, mirati alla necessità, condivisa da tutti gli attori istituzionali coinvolti, di attivare interventi di prevenzione nelle scuole e nei luoghi di maggiore aggregazione giovanile, allo scopo di creare un ambiente attento ai bisogni dei giovani, per ridurre il rischio individuale e per modificare i meccanismi alla base degli atti di violenza.

L’idea dalla quale prende le mosse il Protocollo nasce dalla consapevolezza che le modalità di intervento più adeguate, per meglio affrontare le tematiche del documento, passano attraverso l’istituzione di una efficace governance che coinvolga tutti gli enti e le amministrazioni del territorio, con la finalità di condividere ogni azione di promozione dei valori della democrazia, della legalità, del rispetto e della non violenza, mediante la programmazione di un’offerta formativa destinata a tutti i soggetti attivi e passivi destinatari dei progetti educativi, dai docenti agli alunni ed agli studenti degli istituti scolastici di ogni ordine e grado della provincia di Pistoia, nonché alle famiglie.

L’attivazione del Protocollo, quindi, impegnerà gli Enti firmatari a promuovere, ciascuno per la parte di competenza, una rete territoriale volta a rafforzare la prevenzione e ad implementare l’attività di gestione del disagio giovanile, attraverso momenti di formazione mirata alle tematiche riconducibili all’educazione alla legalità, al rispetto, alla convivenza civile e alla cittadinanza attiva.

Le azioni intraprese sulla base del Protocollo saranno monitorate da un gruppo di lavoro interistituzionale, composto da un rappresentante per ogni Ente firmatario, che si avvarrà anche della Conferenza Provinciale Permanente.