Salta al contenuto principale
Luna D'Onofrio

Il primo pensiero è alla mamma, al papà di Luana, ai familiari, colpiti da un dolore troppo grande da sopportare, reso ancora più gravoso dal pensiero che la tragedia poteva essere evitata se il sistema nel suo complesso, sotto il profilo culturale, economico, giuridico  e politico, avesse avuto la capacità di sostenere una ragazza giovanissima, che aveva scelto di far nascere il suo bimbo e che da sola si impegnava per farlo crescere.  

Sono certo che a dare forza alla mamma e al babbo di Luana per contenere -non certo superare- la tragedia che li ha colpiti sarà proprio l'amore per il piccolo Alessio,  la responsabilità di voler svolgere la funzione vicaria nell’accudimento del figlio della loro figlia, attraverso il quale continueranno a vedere la loro Luana. 

L'incremento del 35% di morti sul lavoro a marzo 2021 rispetto allo stesso mese dell'anno 2020 dimostra che uomini e donne, giovani e meno giovani, continuano a morire ogni giorno nelle fabbriche, nei cantieri, nelle campagne, tutti spazi in cui l'avidità di tempo e di denaro nega i presupposti della sicurezza. La pandemia  che avrebbe potuto anche essere l'occasione di interventi strutturali in tutto il Paese è spesso diventata un alibi. Al di la delle parole sincere di cordoglio ad ogni nuovo incidente, oggi -di fatto-  sempre più  persone sono costrette ad accettare qualsiasi lavoro, a qualsiasi condizioni, pur di portare un po' di soldi a  casa e questo è vero soprattutto se si è giovani e donne.

Vorrei che davvero la morte di Luana fosse l'occasione per costruire anche sul nostro territorio delle alleanze vere tra il valore del lavoro e il rispetto della vita. Le risorse del PNRR rappresentano una occasione da cogliere al volo  per la cultura della sicurezza sul lavoro, per rafforzare i controlli, per la prevenzione, per i risarcimenti. "Ora o mai più" è  lo slogan che le donne hanno scelto qualche anno fa per una campagna a sostegno dei loro diritti. Io oggi dico "Ora o mai più" anche perché  sulle morti bianche, che appunto bianche non sono, perché su ognuna di essa pesa il colore rosso della responsabilità individuali e collettive, nessuno si può dire assolto, siamo tutti coinvolti.

Foto - LASTAMPA