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Ormai in dirittura d’arrivo il progetto di Variante Generale di adeguamento del Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) della Provincia di Pistoia.  Martedì 27 giugno in Valdinievole  e  martedì  4 luglio a Pistoia sono programmati gli ultimi incontri pubblici per esaminare i contenuti del progetto che l’Ufficio di Piano, costituito dai tecnici della Provincia e di tutti i Comuni, sta ormai ultimando.
Il lavoro è stato intenso ed ha prodotto risultati interessanti sul fronte della pianificazione delle tematiche idrauliche e geomorfologiche, dei bacini idrotermali, della mobilità lenta, delle norme per il territorio rurale ed in particolare per l’individuazione delle aree vocate al vivaismo, ai sensi della LR 41/2012 e del regolamento d’attuazione, approvato con D.G.R. n. 166 del 2014 “Disposizioni per il sostegno dell’attività vivaistica e per la qualificazione e valorizzazione del sistema del verde urbano”. Su quest’ultimo tema in particolare con i Comuni di Pistoia, Quarrata, Serravalle Pistoiese, e anche con i  Comuni di Agliana e Montale, è stata approntata una specifica metodologia di lavoro che successivamente ha potuto tradursi in  una proposta unitaria, già sottoposta all’Assemblea Distrettuale. La proposta definisce in modo chiaro ed univoco sia il perimetro delle aree a vocazione vivaistica che la disciplina normativa, tanto per le aree vocate, che per quelle non vocate. Ciò consente di raggiungere uno degli obiettivi     fondanti  della costituzione del Distretto Rurale Vivaistico-Ornamentale di Pistoia e cioè l’uniformità delle norme e la valorizzazione delle risorse del territorio.
“Come si era prefisso il Consiglio Provinciale nel 2015”  dichiara il Presidente Vanni “portiamo alla fase di revisione lo  strumento di pianificazione   fondamentale per  fissare le linee strategiche su temi importantissimi come l'idraulica, i bacini idrotermali, le aree vocate del vivaismo. Lo facciamo cogliendo a pieno vari obiettivi fra i quali: concorso di tutte le municipalità nel percorso, condivisione  dei contenuti  ed azione condivisa, tutti elementi che preludono ad una migliore sviluppo del territorio, pur mantenendo le prerogative proprie del piano provinciale. La costruzione avvenuta con i  territori non potrà che rafforzare quell'auspicata visione d'insieme,  non più rinviabile”
Il programma è poi quello di raccogliere le ultime indicazioni per arrivare a sottoporre il progetto di Variante per l’adozione  all’Assemblea dei Sindaci ed al Consiglio Provinciale nel prossimo autunno ed arrivare alla definitiva approvazione nei primi mesi del 2018.

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