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Provincia di Pistoia: dove e come
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Il territorio )

Pistoia e il suo territorio sono collocati nel nord della Toscana, ai confini con l'Emilia-Romagna, tra le province di Firenze, Prato e Lucca; l'altitudine varia da poche decine di metri sul livello del mare ai quasi 2000 metri della catena appenninica, e conseguentemente anche il clima presenta estati fresche (22 gradi di media) e inverni freddi (6 gradi di media) nella zona montana, mentre si addolcisce nella fascia collinare, con temperature medie annue di 11-12 gradi, e diviene più caldo in pianura (14-15 gradi di media annua).
La presenza di aree morfologicamente diverse rende il territorio pistoiese generosamente ricco di specie faunistiche e arboree, con zone di particolare pregio paesaggistico, come le riserve naturali dell'Appennino, la zona palustre del Padule di Fucecchio, le colline della Valdinievole.Ampiamente famose sono anche le acque termali di Montecatini e Monsummano, sorgenti di acqua minerale conosciute fin dall'antichità, ma valorizzate a partire dal 1370 dai Magnifici Signori fiorentini, e soprattutto nel sec. XVIII da Pietro Leopoldo d'Asburgo Lorena, che bonifica la malsana area circostante, costruisce nuovi stabilimenti e dà così nuovo sviluppo alla città di Montecatini, che da allora diviene una stazione termale di fama internazionale.

Per la sua posizione, con strade di valico tra Italia Settentrionale e Centrale, e la naturale funzione di cuscinetto fra la ricca e potente Firenze e l'orgogliosa Lucca, Pistoia è stata per secoli al centro delle mire espansionistiche delle città più forti; la sua stessa nascita, databile al secondo secolo a.C., è legata alle guerre che Roma ha combattuto contro le popolazioni di Liguri, per conquistare i passi appenninici: Pistoia era l'avamposto di appoggio alle truppe romane. Dall'Appennino pistoiese transitò Annibale, nella sua epica marcia verso Roma. Attraversata dalla via Cassia, Pistoia conserva per tutto il periodo romano una importanza militare e commerciale; viene poi conquistata dai Bizantini e successivamente dai Longobardi (entrambi questi popoli lasciano tracce nella toponomastica locale) e dai Franchi, finché dal sec. XII la città si organizza in libero comune. A partire dal 1300 e per un intero secolo è oggetto di contesa fra Lucca e Firenze, finché nel 1401 capitola definitivamente sotto la potenza fiorentina e vive nel suo cono d'ombra.

Nel XVIII secolo il governo illuminato di Pietro Leopoldo d'Asburgo Lorena risveglia tutto il Granducato di Toscana, Pistoia compresa, che deve al Granduca la realizzazione di due interventi strategici per il suo assetto territoriale: la già citata bonifica del Padule di Fucecchio, per secoli area malsana che impediva un adeguato sviluppo urbanistico a tutta la Valdinievole; e la costruzione della Strada Regia Modenese, voluta per garantire il collegamento fra la Toscana e l'Austria, corrispondente all'attuale Strada Statale 66, oggi regionale. La costruzione della strada fu un'opera imponente, ardua sotto il profilo tecnico per la necessità di superare i valichi dell'Appennino, e accurata nelle scelte architettoniche, negli arredi viari, negli ornamenti delle stazioni di posta, ancora oggi ben riconoscibili; la strada Ximeniana (dal suo progettista, l'ingegnere e scienziato Leonardo Ximenes), completata nel 1781, dette nuovo impulso a tutta l'economia della Montagna e della pianura pistoiese, aprendo nuove vie di commercio.

Dopo alterne vicende Pistoia diviene provincia nel 1927, quando il fascismo accorpa sotto il governo della nuova amministrazione una porzione della provincia di Firenze e una parte della provincia di Lucca; ancora oggi nei costumi locali si intuisce l'influenza delle primitive amministrazioni, soprattutto nella parte più occidentale della Valdinievole, che ricorda nel modo di parlare e nelle abitudini la vicina Lucca.
Come ben si comprende, in tutto il territorio pistoiese le vicende storiche hanno lasciato ampie testimonianze artistiche, che insieme con le bellezze paesaggistiche e naturalistiche meritano di essere conosciute più da vicino. Infatti la vicinanza alle grandi città d'arte, come Firenze, Lucca e Pisa, ha finora mantenuto Pistoia in un ruolo di secondo piano rispetto ai flussi del turismo di massa; alcune delle città limitrofe, da decenni mète consolidate e ambite da italiani e stranieri, cominciano tuttavia a mostrare i segni dello sfruttamento della propria immagine e a perdere quel tessuto cittadino che rende viva e originale una vacanza in loco. Il comprensorio pistoiese si presenta quindi al turista con un ventaglio di proposte in parte da scoprire, in parte già consolidate e apprezzate: si va dalla stagione sciistica di Abetone, la più rinomata stazione invernale della Toscana, alle passeggiate nelle foreste demaniali dell'Appennino ricche di suggestioni (laghi vulcanici, crinali che dominano ampi panorami, fino a vedere le Alpi e il mare Tirreno con le isole toscane); ai borghi medievali, protagonisti della grande storia (Gavinana, dove si svolse la battaglia che nel 1530 pose fine alla Repubblica Fiorentina) e della storia locale (Cutigliano, Piteglio, Popiglio, i paesi della Svizzera Pesciatina; i borghi collinari della Valdinievole, ecc.).

È frequente trovare in ognuno di questi paesi opere d'arte di primissimo livello, come le chiese romaniche, i palazzi medievali dei Podestà, bassorilievi di Luca della Robbia; argenterie della scuola di Gian Lorenzo Bernini e altre meraviglie del barocco romano. E ancora ville medicee progettate dai grandi architetti del Rinascimento, città d'arte come Pescia, che per le chiese, i palazzi, i musei, la qualità e il numero dei manufatti che conserva merita un viaggio a sé.
E infine Pistoia, sede fin dal secolo XII del culto di S. Jacopo, e per questo frequentata dai pellegrini in viaggio per Santiago di Compostela o per Roma, lungo gli antichi percorsi della Via Francigena. Pistoia che si apre al turista con una delle più belle piazze medievali d'Italia, Piazza del Duomo, su cui si affacciano gli antichi palazzi del potere, il Duomo, il Palazzo dei Vescovi, il Comune, il Tribunale; città di mercanti e mestieri (la piazza della Sala e le stradine attorno ne conservano testimonianze), di chiese romaniche (lo stile policromo delle loro facciate, in marmo bianco e verde, trova qui una originale declinazione rispetto a Lucca e Pisa); di capolavori assoluti, come i pulpiti di Guido da Como e di Giovanni Pisano, l'altare argenteo di S. Jacopo; il fregio robbiano dell'Ospedale del Ceppo; i musei cittadini che spaziano dall'arte trecentesca alle sculture contemporanee di Marino Marini, ai progetti di Giovanni Michelucci.
I tre sistemi museali oggi attivi nella provincia di Pistoia costituiscono valide occasioni per conoscere le tre anime di questo territorio: il Sistema museale della Valdinievole; il Sistema museale di Pistoia; l'Ecomuseo della Montagna pistoiese. Ma per un contatto più diretto con la cultura locale, e per riscoprire i tempi lenti e i sapori genuini della villeggiatura di una volta, l'approccio giusto è il festival Sentieri Acustici, che si svolge ogni anno nella seconda metà del mese di agosto sulla Montagna pistoiese.

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