PROVINCIA DI PISTOIA
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Palazzo Piazza S. Leone


Stemma Ufficiale

 

  • SUPERFICIE-ALTITUDINE (min/max): Ettari 96.402,21- Alt.lm:13/1940
  • ABITANTI (Censimento 2001) : 268.503
  • PRESIDENTE : FEDERICA FRATONI
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Nascita dell'ente

L'istituzione della Provincia di Pistoia, avvenne con Regio Decreto del 1927 e rientrò in un'operazione complessiva di riordino delle circoscrizioni territoriali-amministrative voluta dal fascismo nel contesto della costituzione del regime, che portò alla formazione di diciannove nuove province e che accentuò così il centralismo burocratico ed autoritario.

In questo contesto il Prefetto rappresentava il governo in sede provinciale, il Preside ed il Rettorato rappresentavano l'organo esecutivo della deputazione provinciale e le nomine “calavano dall'alto”.

Con il provvedimento di istituzione del 1927, i mandamenti unificati di Pistoia e San Marcello, furono sottratti alla Provincia di Firenze, creando così in Toscana la nuova Provincia di Pistoia. Con il successivo Decreto del 1928, la Provincia di Pistoia ebbe il suo completamento territoriale con l'aggregazione di tutti i Comuni che fanno parte della Valdinievole, sottratti così alla Provincia di Lucca, ad esclusione di quelli di Altopascio e Montecarlo.

Nel 1936, in occasione della costituzione del comune di Abetone, al territorio della provincia venne annessa una piccola fetta del territorio del comune di Fiumalbo, appartenente alla Provincia di Modena.

Dopo la Seconda guerra mondiale, che investì anche il territorio pistoiese nel 1943-1944, il Governo del Regno del Sud emanò un decreto legge per disciplinare il funzionamento degli enti locali in attesa del nuovo ordinamento statale che avrebbe dovuto sostituire quello fascista.

I Comuni

I Comuni della Provincia di Pistoia sono 22:
Piana Pistoiese: Pistoia (Capoluogo di Provincia) Agliana, Montale, Quarrata, Serravalle P.se;
Territorio montano: Abetone, Cutigliano, Marliana, Pitegliio, Sambuca P.se, San Marcello P.se;
Valdinievole: Buggiano, Chiesina Uzzanese, Lamporecchio, Larciano, Massa e Cozzile, Monsummano Terme, Montecatini Terme, Pescia, Pieve a Nievole, Ponte Buggianese, Uzzano;

Lo Stemma

Lo Stemma della Provincia di Pistoia riprende i motivi araldici del comune medievale: scacchi alternati di colore argento e rosso. Questi, inizialmente collocati nella parte bassa sotto un fascio littorio su sfondo azzurro, dopo la caduta del regime sono stati definitivamente riportati in doppia fila a contorno di uno scudo diviso in due parti: il rettangolo superiore, a sfondo azzurro, raffigura simbolicamente la zona montuosa della Provincia di Pistoia; la parte inferiore, in verde, raffigura la zona pianeggiante.

Il Gonfalone

Il gonfalone riproduce l'emblema della Provincia: viene portato ed esposto nelle occasioni ufficiali (come le cerimonie di commemorazione) e costituisce l'immagine pubblica dell'ente. Il gonfalone utilizzato dalla nostra Provincia è esposto nella Stanza della memoria ed è stato realizzato nel 2006 dall'Associazione MO.I.CA. (Movimento Italiano Casalinghe).

Stanza della Memoria

La “Stanza della Memoria” è uno spazio situato al secondo piano del Palazzo Provinciale di Piazza San Leone 1 a Pistoia, ed è stata allestita al fine di mantenere viva la memoria dell'importanza del ruolo svolto dall'Amministrazione Provinciale nel corso dei suoi oltre ottanta anni di storia. E' una raccolta di materiale documentario (sia pubblico che privato) relativo all'attività della Provincia nell'arco del Novecento e fornisce al visitatore un'idea sintetica della vita dell'Ente dalla sua nascita, illustrando alcuni dei principali interventi fatti dall'Amministrazione Provinciale. Una sezione della Stanza è dedicata alle iniziative connesse alle relazioni internazionali. Il nome è stato scelto per ribadire l'importanza ed il ruolo della memoria collettiva, patrimonio del nostro passato ma anche fondamentale strumento per affrontare il presente e preparare il futuro.

Il Ruolo e la Missione della Provincia

La Provincia è l'ente locale intermedio fra Comune e Regione, rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi, ne promuove e coordina lo sviluppo. Questa posizione intermedia assegna alla Provincia una funzione di raccordo con gli altri gli interessi, ne promuove e coordina lo sviluppo. Questa posizione intermedia assegna alla Provincia una funzione di raccordo con gli altri enti, soprattutto nei confronti dei Comuni, in particolare di quelli più piccoli, e di protagonista ai fini della programmazione dello sviluppo economico, territoriale e ambientale.

La Provincia svolge inoltre un ruolo di promozione delle esigenze locali nei confronti della Regione e dello Stato e di declinazione a livello provinciale delle politiche di livello più generale. La sua funzione principale è quella di promuovere lo sviluppo del proprio territorio da ogni punto di vista, tutelando l'ambiente ed il benessere dei cittadini.

La Provincia può essere intesa come “la comunità dei Comuni”, in un'ottica di coinvolgimento delle espressioni democratiche del territorio.

Al fine di svolgere al meglio il suo ruolo di raccordo e di programmazione intermedia tra Regione e comunità locali, si pone come soggetto promotore di un'ampia concertazione con le istituzioni e con le componenti economiche e sociali verso un comune impegno per delineare una prospettiva condivisa. Ciò si è inserito in un contesto volto a promuovere una forte innovazione nel ruolo della Provincia, rivolgendolo verso problemi nuovi posti dalla società locale e dalla sua articolazione, con la quale si è andato sviluppando il processo partecipativo e decisionale. E' attraverso il metodo della partecipazione e della concertazione (governance cooperativa e solidale) che la Provincia ha operato in questi anni, ponendosi come fondamentale interlocutore e costruttore di convergenze ed elaborazioni progettuali, assicurando l'attiva partecipazione dei soggetti istituzionali e sociali del nostro territorio.

La nostra Provincia ha cercato di individuare e svolgere un nuovo ruolo, meno gestionale e più politico. Non come una sorta di comune più grande che si disputa ambiti di competenza, ma come sede istituzionale della governance locale, dove le istanze e i programmi comunali e locali trovano la necessaria sintesi, si rapportano con le forze sociali e si incardinano nella programmazione di area vasta e regionale.

La Provincia svolge funzioni proprie ai sensi del Testo Unico degli Enti Locali e funzioni trasferite e delegate dallo Stato e dalla Regione Toscana, nonché le funzioni amministrative di interesse provinciale che riguardano vaste zone intercomunali o l'intero territorio provinciale.

La Provincia di Pistoia, sulla base del ruolo assegnatole dalla normativa e delle esigenze e priorità del territorio e della comunità di riferimento, ha sviluppato la propria iniziativa nei seguenti settori, come rendicontati nella Parte II:

  • Istruzione, Formazione e Lavoro;
  • Politiche Sociali, Cultura e Sport;
  • Sviluppo Economico, Agricoltura e Turismo;
  • Cooperazione Internazionale;
  • Pianificazione Territoriale;
  • Ambiente ed Energia;
  • Difesa del Suolo;
  • Infrastrutture;
  • Protezione Civile;

NORMATIVA:

Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 - "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali" pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 2000
Supplemento Ordinario n. 162 -

CAPO II - PROVINCIA

Articolo 19 - Funzioni

1. Spettano alla provincia le funzioni amministrative di interesse provinciale che riguardino vaste zone intercomunali o l'intero territorio provinciale nei seguenti settori:

  1. difesa del suolo, tutela e valorizzazione dell'ambiente e prevenzione delle calamità;
  2. tutela e valorizzazione delle risorse idriche ed energetiche;
  3. valorizzazione dei beni culturali;
  4. viabilità e trasporti;
  5. protezione della flora e della fauna parchi e riserve naturali;
  6. caccia e pesca nelle acque interne;
  7. organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, rilevamento, disciplina e controllo degli scarichi delle acque e delle emissioni atmosferiche e sonore;
  8. servizi sanitari, di igiene e profilassi pubblica, attribuiti dalla legislazione statale e regionale;
  9. compiti connessi alla istruzione secondaria di secondo grado ed artistica ed alla formazione professionale, compresa l'edilizia scolastica, attribuiti dalla legislazione statale e regionale;
  10. raccolta ed elaborazione dati, assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali.

2. La provincia, in collaborazione con i comuni e sulla base di programmi da essa proposti promuove e coordina attività, nonchè realizza opere di rilevante interesse provinciale sia nel settore economico, produttivo, commerciale e turistico, sia in quello sociale, culturale e sportivo.

3. La gestione di tali attività ed opere avviene attraverso le forme previste dal presente testo unico per la gestione dei servizi pubblici locali.

Articolo 20 - Compiti di programmazione

1. La provincia:

  1. raccoglie e coordina le proposte avanzate dai comuni, ai fini della programmazione economica, territoriale ed ambientale della regione;
  2. concorre alla determinazione del programma regionale di sviluppo e degli altri programmi e piani regionali secondo norme dettate dalla legge regionale;
  3. formula e adotta con riferimento alle previsioni e agli obiettivi del programma regionale di sviluppo propri programmi pluriennali sia di carattere generale che settoriale e promuove il coordinamento dell'attività programmatoria dei comuni.

2. La provincia, inoltre, ferme restando le competenze dei comuni ed in attuazione della legislazione e dei programmi regionali, predispone ed adotta il piano territoriale di coordinamento che determina gli indirizzi generali di assetto del territorio e, in particolare, indica:

  1. le diverse destinazioni del territorio in relazione alla prevalente vocazione delle sue parti;
  2. la localizzazione di massima delle maggiori infrastrutture e delle principali linee di comunicazione;
  3. le linee di intervento per la sistemazione idrica, idrogeologica ed idraulico-forestale ed in genere per il consolidamento del suolo e la regimazione delle acque;
  4. le aree nelle quali sia opportuno istituire parchi o riserve naturali.

3. I programmi pluriennali e il piano territoriale di coordinamento sono trasmessi alla regione ai fini di accertarne la conformità agli indirizzi regionali della programmazione socio-economica e territoriale.

4. La legge regionale detta le procedure di approvazione, nonchè norme che assicurino il concorso dei comuni alla formazione dei programmi pluriennali e dei piani territoriali di coordinamento.

5. Ai fini del coordinamento e dell'approvazione degli strumenti di pianificazione territoriale predisposti dai comuni, la provincia esercita le funzioni ad essa attribuite dalla regione ed ha, in ogni caso, il compito di accertare la compatibilità di detti strumenti con le previsioni del piano territoriale di coordinamento.

6. Gli enti e le amministrazioni pubbliche, nell'esercizio delle rispettive competenze, si conformano ai piani territoriali di coordinamento delle province e tengono conto dei loro programmi pluriennali.

I Dati socio-economici

PROVINCIA DI PISTOIA
TERRITORIO
Sup.in ha
(1ha_ 0,01Kmq)
%
Montagna (superiore a 600m slm)
42.281,72
43,83
Collina (compresa tra 200 e 600m slm)
20.185,96
20,93
Pianura (inferiore a 200 m slm)
33.992,60
35,24
TOTALE
96.460,28
100,00

 

Il territorio. La provincia di Pistoia occupa un'area di circa 965 kmq, ed è collocata nel nord della Toscana, ai confini con l'Emilia-Romagna, tra le province di Firenze, Prato e Lucca.

Il territorio è costituito da 22 Comuni che, sulla base delle caratteristiche morfologiche del territorio, può essere suddiviso in tre Sistemi Territoriali Locali distinti. Da un punto di vista orografico la provincia di Pistoia, presenta una articolazione piuttosto complessa, con una netta prevalenza di territori montani, rispetto alle aree collinari e di pianura.

I rilievi appenninici che la caratterizzano, toccano altezze notevoli (oltre i 1900 mt), ma la maggior parte di essi oscilla tra i 1.200 a 600 mt. La zona collinare che costituisce, circa il 21% della superficie complessiva, comprende la fascia pedemontana formata dalle colline della Val di Nievole e da quelle Pistoiesi, nonché il lungo complesso collinare del Montalbano, che partendo da Serravalle P.se si estende verso Sud-Est, sconfinando nella Provincia di Firenze.

La pianura è rappresentata fondamentalmente dalla Val di Nievole e dalla Valle dell''Ombrone Pistoiese, poste rispettivamente ad Ovest ed a Est del territorio provinciale.

Numerosi sono i corsi d'acqua a prevalente carattere torrentizio, che si diramano lungo le valli: il Torrente Lima e il Fiume Reno, interessano la zona montana a nord della Provincia e dopo breve tratto proseguono nelle limitrofe Province di Lucca e di Bologna. I torrenti che interessano il versante sud del territorio provinciale confluiscono ad ovest nel Padule di Fucecchio e ad est si immettono nello Ombrone Pistoiese che confluisce nel Fiume Arno, in provincia di Firenze. Nella zona occidentale. I più importanti corsi d'acqua sono il Pescia e il Nievole; l‘Ombrone P.se e i suoi affluenti (Bure, Stella, Vincio) in quella orientale. Il clima è di tipo mediterraneo, con notevoli differenze in rapporto all'altitudine ed alla esposizione dei suoi territori. I valori delle precipitazioni variano da 1000 a 2000 mm/annui con una escursione molto accentuata sui territori montani.

La presenza di aree morfologicamente diverse rende il territorio ricco di specie faunistiche e arboree, con zone di particolare pregio paesaggistico, come le riserve naturali dell'Appennino (quale la riserva naturale di Campolino, una delle pochissime stazioni autoctone accertate per l'abete rosso, relitto delle epoche glaciali sopravvissuto fino ai nostri giorni), la zona palustre del Padule di Fucecchio (inserita, con la convenzione di Ramsar, tra le zone umide da salvaguardare), le colline della Val di Nievole.

Nel territorio provinciale sono presenti ben quindici aree protette, molte delle quali estese anche oltre i confini provinciali. Rinomate sono anche le acque termali di Montecatini e Monsummano, conosciute fin dall'antichità per le loro proprietà terapeutiche. Altro elemento di caratterizzazione del nostro territorio, è l'estrema diversificazione degli habitat, ideale ad ospitare una pluralità di specie animali e vegetali. La fauna stanziale, comprende oltre alle specie autoctone, tutti gli ungulati tipici dell'Europa continentale (cinghiale, daino, muflone, capriolo e cervo); la zona a ridosso dell'Appennino pistoiese, si trova lungo una delle più importanti direttrici di migrazione italiane. L'area del Padule, è uno scalo di interesse internazionale dove arrivi e partenze degli uccelli acquatici scandiscono da sempre il ritmo delle stagioni, anche se oggi le potenzialità di questa area non possono esprimersi completamente a causa di numerosi fattori limitanti le opportunità di sosta, svernamento e nidificazione dell'avifauna.

Dal punto di vista ittico, si evidenzia che le acque pubbliche comprendono 240 km di torrenti classificati a salmonidi su entrambi i versanti dell'Appennino e 340 km di acque classificate a ciprinidi; quest'ultime risentono ormai in modo consistente della presenza dei centri abitati della pianura pistoiese e della Val di Nievole, ma sono interessate da varie specie ittiche: carpa, tinca, anguilla, barbo, cavedano e vairone.