Provincia di Pistoia
APA 
Pistoia
Dip. Scienze Zootecniche 
Università di Firenze
CIPAT 
Sviluppo Rurale 
Pistoia

Il pecorino pistoiese a latte crudo
"dalla qualità del latte alla tipicità dei formaggi"
Renzo Malvezzi (APA Pistoia) 
Anna Acciaioli
(Dip. Scienze Zootecniche Università di Firenze)


Elaborazione a cura del CED della Provincia di Pistoia


Presentazione
Il presente vademecum fa parte del progetto di comunicazione integrata previsto dal piano 2002 della Provincia di Pistoia per la L.R. 34/01.
Nella provincia di Pistoia la quasi totalità degli allevatori di ovini trasforma direttamente il proprio latte ottenendo un prodotto tipico, apprezzato non solo nella zona di produzione, ma che recentemente a livello nazionale ed estero, grazie alla divulgazione e promozione operata da Slow Food, che ha riconosciuto il "pecorino a latte crudo della montagna pistoiese", come uno dei "presidi" alimentari del nostro Paese, da salvaguardare (licenza d’uso del marchio Slow food n.1).
Il prodotto è quello tradizionale ma sono cambiate le normative nazionali e comunitarie che ne regolano la produzione, il fatto che sia a latte crudo esige il rispetto di norme particolarmente severe, specialmente dal punto di vista igienico-sanitario. Gli allevatori quindi, dovranno continuare a produrre facendo tesoro delle loro conoscenze, frutto dell’esperienza tramandata da generazione in generazione, integrate però da conoscenze tecniche tese ad ottimizzare la qualità del prodotto nel rispetto della normativa vigente.

Premessa
Produrre formaggi a latte crudo significa trasformare un latte che non subisce processi di termizzazione o pastorizzazione, né prima, né durante il processo di caseificazione. Il latte infatti non deve superare mai i 40°C di temperatura. In questo modo resta viva e vitale la flora microbica propria dell’ambiente di produzione. La varietà di questa popolazione microbica "favorevole" è tale da generare una serie di reazioni enzimatiche che danno come risultato finale una grande ricchezza aromatica e gustativa tipica e irripetibile che si aggiunge a quella del latte di partenza derivante dalle erbe dei prati su cui pascolano le greggi.
Si originano così formaggi con tipicità accentuata frutto della bio-diversità che contraddistingue ogni singola entità produttiva: animali, pascoli, tecniche di lavorazione, clima e microclima dei locali di produzione e di stagionatura.
In questo contesto è intuibile come il controllo della qualità del latte, intesa come l’insieme dei fattori che ne determinano la composizione chimica e le caratteristiche igienico-sanitarie, rivesta un ruolo di primaria importanza a garanzia di un prodotto frutto della tradizione, sicuro, ad elevato valore organolettico e nutrizionale e quindi di eccellenza.


Gregge di pecore Massesi su pascolo montano

 

 


Stagionatura del pecorino in caciaia


INDICE
1 Parametri che definiscono la qualità del latte
1.1

La qualità del latte: la composizione chimica
-  Il grasso
-  La proteina
-  Il lattosio

1.2 La qualità del latte: i parametri igienico-sanitari
-  Le cellule somatiche
-  La carica batterica
1.3 La qualità del latte: le caratteristiche tecnologiche
-  I parametri lattodinamografici
-  La resa in formaggio
2

Le indicazioni di legge per il settore:direttive del DPR 54/97

3 Il miglioramento della qualità del latte
3.1 Il miglioramento dei parametri chimici
-  Il grasso
-  La proteina
-  Il lattosio
3.2 Il miglioramento dei parametri igienico-sanitari
-  Le cellule somatiche
-  La carica batterica
3.3 Il miglioramento delle caratteristiche tecnologiche
-  I parametri lattodinamografici
-  La resa in formaggio
4

La caseificazione aziendale

4-1 La tradizione pistoiese
4-2

Il pecorino a latte crudo

4-3 Descrizione del processo di caseificazione
4-4 La sicurezza alimentare: Il controllo del processo di produzione (MAAI)
5

Difetti dei formaggi: cause e rimedi

6

La tipicità del pecorino pistoiese

6.1 Il valore nutrizionale
6.2 Il pecorino a tavola

Bibliografia