3 - Il miglioramento della qualità del latte
3-1 Il miglioramento dei parametri chimici
Il grasso
Il contenuto lipidico del latte si può migliorare intervenendo su molti fattori quali:
- scelta della razza
da allevare e, all'interno di questa, sulla selezione di riproduttori che, oltre
alla quantità di latte, migliorino anche la qualità.
- modalità di mungitura:
va effettuata in modo da "sgocciolare" completamente la mammella in
quanto l'ultimo latte è il più grasso.
- tecniche di allevamento:
condizioni di elevata umidità e temperatura determinano una diminuzione della
percentuale di grasso per cui si dovrà cercare di ridurre lo stress termico
- tecniche di alimentazione e qualità della razione: l’aspetto
alimentare è sicuramente quello che influenza maggiormente questo parametro e
sul quale l’allevatore ha maggiori possibilità di intervento. In linea
generale il grasso nel latte è migliorato da tutti quei fattori che
contribuiscono al corretto andamento delle fermentazioni ruminali ed in
particolare all’efficienza dei batteri cellulosolitici. Riguardo alle tecniche
saranno da evitare le situazioni alimentari che provocano un abbassamento del pH
ruminale: dosi eccessive di concentrati, pascoli su erbe fredde e molto giovani,
basso livello di fibra nelle razioni, bruschi cambiamenti alimentari. Si dovrà
prestare quindi particolare cura alla qualità ed alle modalità di
somministrazione degli alimenti.
Il gregge dovrà essere condotto al pascolo sempre dopo aver somministrato del foraggio secco (fieno o paglia); i concentrati si dovranno somministrare in più soluzioni durante la giornata e la mattina sempre dopo il foraggio e comunque combinandoli con alimenti che contengano fibra ad elevata digeribilità, la quantità ottimale di fibra (NDF) della razione deve essere compresa dal 30 al 32 % della sostanza secca (Pulina G., 2001). Particolare importanza riveste anche la dimensione della fibra, che deve essere di dimensioni tali da stimolare la ruminazione e la produzione di saliva garantendo così un buon controllo del pH ruminale.
Tabella 7. Relazione fra contenuto in fibra della razione e tenore in grasso del latte (Pulina G.1990)
|
F.G. della razione (% sulla SS) |
Grasso % |
Razza |
Autore |
|
17,2 |
5,08 |
Massese |
Trimarchi e coll. |
|
22,1 |
5,84 |
Massese |
" |
|
29,2 |
6,42 |
Massese |
" |
|
8,7 |
4,0 |
Suffolk |
Poulton e Ashton |
|
19,8 |
5,6 |
Suffolk |
" |
|
19,5 |
6,4 |
Sarda |
Pulina e coll. |
|
21,0 |
6,6 |
Sarda |
" |
|
22,5 |
7,3 |
Sarda |
" |
Può risultare utile l’integrazione della razione con sali tampone quali bicarbonato di sodio, carbonato di calcio e ossido di magnesio.
La proteina
Per assicurare una buona concentrazione proteica del latte si può intervenire su:
- scelta della razza
da allevare e, all'interno di questa, sulla selezione di riproduttori che, oltre
alla quantità di latte, migliorino anche la qualità.
- tecniche di
allevamento: condizioni ambientali di elevata umidità e temperatura
determinano una diminuzione della percentuale di proteina per cui si dovrà
cercare di ridurre gli stress termici.
- tecniche di
alimentazione e qualità della razione: è importante che la razione
apporti quote proteiche ed energetiche di diversa origine che, combinate
opportunamente tra loro, siano capaci di ottimizzare l'attività della flora
ruminale in quanto questa rappresenta la più importante fonte proteica a
disposizione dell'animale.
Si dovrà quindi prestare particolare cura alla qualità ed alle modalità di somministrazione degli alimenti.
Il lattosio
La quantità di lattosio dipende molto dalla presenza nella razione di energia prontamente assimilabile.
Questo nutriente, restando in soluzione nella frazione acquosa del latte non aumenta direttamente la resa ma la influenza positivamente migliorando tutti i parametri tecnologici della caseificazione.
Si deve ricordare infine che particolare attenzione dovrà essere dedicata all'alimentazione anche nel periodo dell'asciutta, che precede il parto e che prepara la lattazione successiva; se ben condotta, scongiura il pericolo di chetosi ed altre dismetabolie consentendo una produzione ottimale di latte sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.
3-2 Il miglioramento dei parametri igienico-sanitari
Le cellule somatiche
Come detto in precedenza valori elevati di cellule somatiche nel latte rappresentano un campanello d’allarme indicando che è in corso uno stato infiammatorio della mammella. Dovrà essere posta attenzione a diversi fattori:
La carica batterica
La carica batterica proviene dall’ambiente e quindi per tenerla sotto controllo dovrà essere fatta particolare attenzione all’igiene della stalla, degli animali, della mungitura e conservazione del latte.
Si dovrà quindi:
La mungitura può essere effettuata sia a mano che con l’impiego della mungitrice meccanica. In entrambi i casi si potrà ottenere un latte con caratteristiche ottime o scadenti a seconda che si rispettino o meno alcune fondamentali norme igieniche:
3-3 Il miglioramento delle caratteristiche tecnologiche
I Parametri lattodinamografici
Le migliori caratteristiche elastometriche del latte sono:
Nella fase finale della lattazione questi parametri tendono a peggiorare perché si combinano nel latte, che gli allevatori definiscono "stanco", tutti i parametri che sono correlati negativamente con l’attitudine casearia: le cellule somatiche aumentano fisiologicamente e comportano un innalzamento del pH, si concentrano anche grasso e proteina che pur essendo positivi sulla resa, rallentano la formazione del coagulo. Questo peggioramento appare quindi inevitabile qualora le pecore del gregge partoriscano tutte nello stesso periodo, il latte "di massa" sarà in questo modo fortemente condizionato dalla fase di lattazione. Viceversa, distribuendo i parti nel corso dell’anno il "latte di massa" conterrà sia latte "stanco" che quello delle pecore di più recente figliatura (latte "fresco"). Questo metodo di gestire la riproduzione del gregge è tipico degli allevatori di pecore di razza Massese che, caratterizzate da fertilità elevata e destagionalizzazione dei calori, rendono possibile l’attuazione di un calendario riproduttivo di questo tipo.
Questa razza rappresentando la quasi totalità del patrimonio ovino pistoiese, si lega indissolubilmente alla tipicità dei formaggi locali.
La resa in formaggio
Poiché la resa dipende dalla quantità di parte solida del latte che si riesce a separare dal siero, risulterà particolarmente importante la concentrazione di grasso e proteina nel latte di partenza e l’attitudine alla coagulazione del latte stesso (capacità di costruire una cagliata solida che inglobi saldamente anche il grasso).
Tutti i fattori e gli interventi che migliorano la composizione del latte e le sue caratteristiche casearie miglioreranno anche la resa.
Quando, per motivi di stagionalità della produzione la qualità del latte non presenta le caratteristiche ottimali per la caseificazione, si dovrà intervenire sul processo produttivo con idonei accorgimenti quali: